Una playlist della migliore musica del suo repertorio

Aggiornato il: lug 21

Durante tutto l’Ottocento dire “musica italiana” equivaleva a dire “lirica”. Quasi che la musica sinfonica e strumentale fosse relegata in qualche angolino buio e poco frequentato, lontano dalle sfavillanti luci dei teatri.

Non era di questa opinione la cosiddetta “generazione dell’Ottanta”: cinque musicisti nati nel secolo che consacrò il belcanto italiano —Franco Alfano, Alfredo Casella, Gian Francesco Malipiero, Ildebrando Pizzetti e Ottorino Respighi — ma ai quali gli orizzonti del teatro d’opera (che pure frequentavano) andavano un po’ stretti. Il loro respiro era più internazionale e il loro obiettivo era contribuire a una rinascita culturale che tenesse conto delle conquiste della musica sinfonica tedesca, da Beethoven a Brahms.

L'idea di maturare un repertorio che va dalla musica classica/sinfonica a quella operistica è sicuramente scaturito dalle innumerevoli esperienze professionali artistiche in ambito direttoriale. Il maestro Armellino, inoltre, è sensibile al repertorio di musica contemporanea ed è spesso impegnato in prime assolute. Negli ultimi anni, il maestro, ha gradualmente sviluppato e soprattutto maturato con estrema duttilità il suo vasto catalogo di esecuzioni. Il suo più grande punto di forza è stato quello di far coesistere nel suo repertorio l'insieme delle opere di autori che vanno dal 1500 al 1990.

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©2020 di Arturo Armellino direttore d'orchestra italiano